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Archivio della categoria 'Musica'

Inedito..”By Your Side”

Per i nostri fans un omaggio che spero vi faccia piacere; ecco un pezzo inedito in versione unplugged..buon ascolto a tutti!

“You, you are in the sun,

in these rays which bright all around

When you write, when you think,

when the sky asks me only a breath

just open up the chord even if

the life is both a major and minor key

in the night i go to sleep,

’cause i may meet you in my dream

Please..please now close your eyes..

and hold me by your side

So please now close your eyes..

 

There is no wrong, there is no right,

’cause we’re following the same stars

but i can’t decide, i can’t believe,

i just want to embrace your real needs

just open up the chord even if

the life is both a major and minor key

in the night i go to sleep,

’cause i may meet you in my dream

Please..so please now close your eyes..

and hold me by your side

So please now close your eyes,

feel me by your side

Please..so please now close your eyes..

and hold me by your side

So Please now close your eyes,

feel me by your side”

 

(Music and lyrics - Daniele De Santis

Contains excerpts from “Come Back” written by Pearl Jam)

Dedicato a Jeff Buckley…

heard there was a secret chord
that david played and it pleased the lord
but you don’t really care for music, do you
well it goes like this the fourth, the fifth
the minor fall and the major lift
the baffled king composing hallelujah

hallelujah…

well your faith was strong but you needed proof
you saw her bathing on the roof
her beauty and the moonlight overthrew you
she tied you to her kitchen chair
she broke your throne and she cut your hair
and from your lips she drew the hallelujah

hallelujah…

baby i’ve been here before
i’ve seen this room and i’ve walked this floor
i used to live alone before i knew you
i’ve seen your flag on the marble arch
but love is not a victory march
it’s a cold and it’s a broken hallelujah

hallelujah…

well there was a time when you let me know
what’s really going on below
but now you never show that to me do you
but remember when i moved in you
and the holy dove was moving too
and every breath we drew was hallelujah

well, maybe there’s a god above
but all i’ve ever learned from love
was how to shoot somebody who outdrew you
it’s not a cry that you hear at night
it’s not somebody who’s seen the light
it’s a cold and it’s a broken hallelujah

hallelujah… jeff buckley

Lo Chef consiglia…”Pearl Jam live @ Benaroya Hall - 2004″

pj14Recensione tratta dalla rivista di musica on line www.mescalina.it :”Benaroya Hall” è l’ennesimo album dal vivo dei Pearl Jam, che ormai meriterebbero una discografia a parte, separata dalle registrazioni ufficiali in studio. Con la serie dei live bootleg perennemente in corso, si comincia a far fatica a tenere il conto di quanto pubblicato da Vedder e compagni: è la (ennesima) testimonianaza di come la band si stia sempre più orientando su canali lontani da quelli della programmazione discografica e vicini a quelli del loro pubblico.
Questo doppio cd è la testimonianza di un concerto in beneficenza tenuto a Seattle per la Youth Care, associazione no-profit che si prende cura dei senzatetto. L’album è distribuito dalla Bmg, ma rispetta i “soliti” canoni della band: artowk spartano, immagini dei musicisti carenti e spazio invece ai ragazzi di Youth Care simbolicamente rappresentati all’interno della confezione.
“Benaroya hall” si differenzia dalla serie dei bootleg perché è quella registrazione (quasi) totalmente acustica che ancora mancava ai Pearl Jam: qualcosa si era già sentito nel primo set del live a Mansfield dell’11/07/2003, ma qui c’è un’intensità già compiuta in sé, che non ha bisogno di prosecuzioni o di sfoghi elettrici.
I Pearl Jam suonano con raccoglimento, non si limitano a trasportare le loro canzoni in versione acustica, come fatto da molti ai tempi dell’unplugged (che i nostri hanno rifiutato di pubblicare, vale la pena ricordarlo): la forza delle chitarre e della ritmica è contenuta in un suono delicato, forte di quelle ballate d’autore, che, da “Vitalogy” in poi, sono diventate un’ulteriore carattere distintivo della band.
L’occasione poi è buona anche per alcune chicche di repertorio: “Fatal” sembra cresciuta rispetto alla versione uscita su “Lost dogs”, “Man of the hour” è tratta dalla colonna sonora di “Big fish”, “I believe in miracles”è una cover dei Ramones, “Crazy Mary” di Victoria Williams e “25 minutes to go” di Johnny Cash, a ribadire le direzioni in cui affondano le radici del gruppo. Ma soprattutto ci sono una “Immortality”, che trova la collocazione e l’interpretazione che merita, una “Nothing as it seems” resa spettrale con echi di chitarra e una “Can’t keep” in una versione spogliata, tesa del solo ukulele, dedicata al compianto Elliott Smith, cantautore suicida che ora sono in molti a rimpiangere.
La scaletta poi è densa di riferimenti ai senzatetto, problematica da sempre nel cuore delle canzoni e delle idee dei Pearl Jam: Vedder canta con una partecipazione commossa, che non si rannicchia in nostalgie acustiche, ma prende posizioni solide e precise, anche con veemenza, come in “Masters of war” di Dylan.
Sembra retorico dirlo, dopo tutti i live pubblicati dai Pearl Jam fino ad oggi, ma di dischi come questo c’è davvero bisogno.